«Mi si è abbassata la voce per lo sbalzo di temperatura». È una frase che sentiamo spesso, soprattutto in autunno e in primavera. In effetti, molte persone riferiscono raucedine, voce velata, affaticamento vocale o addirittura una temporanea afonia proprio nei periodi in cui il clima diventa instabile.

Ma cosa dice la scienza?

Contrariamente a quanto si pensa, non esistono prove che il semplice passaggio dal caldo al freddo provochi direttamente una disfonia. Tuttavia, gli sbalzi climatici possono favorire una serie di condizioni che aumentano il rischio di alterazioni vocali: disidratazione delle mucose, irritazione delle vie aeree superiori e maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie.

In altre parole, il freddo non “spegne” la voce, ma può creare le condizioni affinché la voce soffra.


Perché ci ammaliamo più facilmente durante il cambio di stagione?

Le malattie respiratorie seguono da sempre una precisa stagionalità. Influenza, raffreddore, rinofaringiti e laringiti tendono ad aumentare durante i mesi freddi e nei periodi di transizione climatica. Le variazioni di temperatura sono infatti associate a una maggiore circolazione virale e a una riduzione dell’efficacia di alcuni meccanismi di difesa delle vie respiratorie

Uno studio della Harvard Medical School ha mostrato che il raffreddamento della mucosa nasale può ridurre la risposta immunitaria locale contro i virus respiratori, rendendo l’organismo più vulnerabile alle infezioni.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), un adulto contrae mediamente da due a tre raffreddori l’anno, mentre nei bambini il numero è generalmente più elevato. Molti di questi episodi si concentrano nei periodi caratterizzati da maggiore circolazione virale.


Cosa succede alle corde vocali quando siamo raffreddati?

La voce nasce dalla vibrazione delle corde vocali. Per funzionare bene, queste strutture devono essere elastiche, ben idratate e prive di infiammazione.

Quando compare una laringite, spesso conseguenza di un’infezione virale delle alte vie respiratorie, le corde vocali si gonfiano e diventano meno efficienti. Il risultato è una voce che può apparire:

Nei casi più importanti può verificarsi una perdita temporanea della voce.

Le laringiti acute rappresentano infatti una delle cause più comuni di disfonia transitoria nella popolazione generale.


Freddo e aria secca: nemici silenziosi della voce

Oltre alle infezioni, durante il cambio di stagione la voce può risentire delle condizioni ambientali.

L’aria fredda contiene meno umidità e gli impianti di riscaldamento tendono ulteriormente a seccare gli ambienti chiusi. Questa riduzione dell’umidità favorisce la disidratazione superficiale della laringe, aumentando lo sforzo necessario per la vibrazione delle corde vocali.

Diversi studi hanno dimostrato che l’umidificazione delle vie aeree migliora alcuni parametri vocali e contribuisce a ridurre gli effetti negativi della secchezza laringea.

Per questo motivo molti professionisti della voce riferiscono una maggiore sensazione di affaticamento durante l’inverno o dopo lunghe permanenze in ambienti particolarmente secchi.


Estate, aria condizionata e voce: attenzione agli sbalzi termici

Se siamo abituati ad associare raffreddori e abbassamenti di voce all’inverno, anche l’estate può rappresentare un periodo a rischio per la salute vocale. Passare ripetutamente da temperature esterne superiori ai 30°C ad ambienti climatizzati molto freddi sottopone infatti le mucose respiratorie a continui adattamenti. L’aria condizionata, soprattutto quando eccessivamente fredda o poco umidificata, può favorire la secchezza delle mucose di naso, gola e laringe, aumentando la sensazione di irritazione e affaticamento vocale. Inoltre, l’esposizione prolungata a correnti d’aria fredde può facilitare l’insorgenza di infiammazioni delle prime vie respiratorie nelle persone più sensibili.

Dal punto di vista scientifico, non è il “colpo d’aria” in sé a causare una laringite, ma la combinazione di aria secca, raffreddamento delle mucose e possibile maggiore vulnerabilità alle infezioni respiratorie. Studi recenti hanno evidenziato che l’esposizione a basse temperature può ridurre temporaneamente alcuni meccanismi di difesa delle vie aeree superiori, favorendo la comparsa di sintomi respiratori.

Per chi usa professionalmente la voce, è consigliabile evitare getti diretti di aria condizionata sul viso, mantenere una differenza di temperatura non eccessiva tra interno ed esterno (idealmente non superiore a 6-8°C), bere regolarmente durante la giornata e prestare particolare attenzione all’idratazione durante viaggi, congressi, spettacoli o lunghe permanenze in ambienti climatizzati.

Chi è più a rischio?

Alcune categorie professionali sono particolarmente esposte alle alterazioni vocali durante i cambi di stagione:

Per queste persone anche una lieve infiammazione delle alte vie respiratorie può tradursi in una significativa riduzione della performance vocale quotidiana.


Dieci consigli per proteggere la voce

1. Bere regolarmente durante il giorno

L’idratazione sistemica rappresenta il primo alleato della salute vocale. Bere acqua a piccoli sorsi durante tutta la giornata aiuta a mantenere efficienti le mucose dell’apparato fonatorio.

2. Evitare di parlare troppo quando si è raffreddati

Continuare a utilizzare intensamente la voce durante una laringite può prolungare l’infiammazione e aumentare il rischio di affaticamento vocale.

3. Non sussurrare in caso di infiammazione

Contrariamente a quanto si crede, il sussurro può richiedere uno sforzo laringeo significativo. È preferibile parlare poco e con una voce sonora ma a basso volume.

4. Umidificare gli ambienti

Un’umidità ambientale adeguata contribuisce a preservare il benessere delle mucose respiratorie e vocali.

5. Proteggersi dagli sbalzi termici estremi

Pur non essendo una causa diretta di disfonia, passare continuamente da ambienti molto caldi ad ambienti molto freddi può aumentare l’irritazione delle vie aeree e il disagio respiratorio.

6. Curare il sonno e il recupero fisico

Un organismo affaticato è generalmente più vulnerabile alle infezioni respiratorie.

7. Consultare uno specialista se la raucedine persiste

Una disfonia che dura oltre due o tre settimane merita una valutazione otorinolaringoiatrica e logopedica, anche in assenza di altri sintomi.

8. Favorire l’idratazione della laringe anche in modo diretto

Oltre a bere acqua regolarmente durante la giornata, può essere utile ricorrere a strategie di idratazione topica per mantenere le mucose delle vie aeree superiori ben lubrificate, soprattutto nei professionisti della voce, nei periodi di intensa attività vocale o durante i cambi di stagione. Lavaggi con soluzione fisiologica, aerosol con soluzione isotonica o ipertonica secondo indicazione medica e l’uso di dispositivi per l’idratazione delle prime vie aeree possono contribuire a migliorare il comfort fonatorio e a contrastare la secchezza delle mucose. L’effetto benefico dell’umidificazione e dell’idratazione superficiale della laringe sulla funzione vocale è stato documentato in diversi studi.

9. Valutare l’utilizzo di prodotti a base di acido ialuronico

L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nei tessuti dell’organismo e possiede importanti capacità di trattenere acqua. Per questo motivo viene sempre più utilizzato in formulazioni destinate al benessere del cavo orale e della faringe, con l’obiettivo di favorire l’idratazione e la lubrificazione delle mucose. Nei soggetti che lamentano secchezza della gola, sensazione di attrito durante la fonazione o affaticamento vocale, prodotti contenenti acido ialuronico possono rappresentare un valido supporto nell’ambito di una corretta igiene vocale, in associazione a un’adeguata idratazione generale e alle altre misure preventive. L’obiettivo non è “curare” una disfonia, ma contribuire a mantenere un ambiente mucoso più favorevole alla vibrazione delle corde vocali.

10. Non aspettare che la voce “ceda”

Chi utilizza la voce per lavoro dovrebbe considerare l’idratazione un’abitudine quotidiana e non un intervento solo quando compaiono i sintomi. Piccoli gesti ripetuti durante la giornata, bere frequentemente, effettuare cicli di aerosol idratanti quando necessario, utilizzare presidi lubrificanti a base di acido ialuronico e limitare l’esposizione ad ambienti eccessivamente secchi o climatizzati, possono contribuire a mantenere le corde vocali nelle migliori condizioni possibili e a ridurre il rischio di affaticamento vocale.


Conclusioni

Gli sbalzi di temperatura non sono direttamente responsabili dell’abbassamento della voce, ma possono contribuire alla comparsa di condizioni che favoriscono la disfonia. Il freddo, l’aria secca e l’aumento delle infezioni respiratorie tipiche dei cambi di stagione rappresentano i principali fattori coinvolti.

Prendersi cura dell’idratazione, limitare gli sforzi vocali durante gli episodi influenzali e mantenere adeguatamente umidificati gli ambienti sono strategie semplici ma efficaci per preservare il proprio strumento vocale.

La voce è il nostro biglietto da visita, il nostro mezzo di comunicazione e, per molti professionisti, uno strumento di lavoro prezioso: proteggerla durante il cambio di stagione significa investire nel proprio benessere e nella propria qualità di vita.


Bibliografia essenziale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *